-Durante la notte su mercoledì si è notata l’espansione da ovest verso est da parte del tappeto di nubi stratificate, che avevano iniziato a presentarsi nella serata di martedì, le quali, nel loro movimento, si sono anche fatte più spesse, risultando quindi abbastanza rilevanti in Romagna, laddove tuttavia non è mai sussistita minaccia di pioggia. In Emilia i tratti di cielo sereno sono comunque stati dominanti, anche perché la zona ha continuato ad essere investita da forti correnti tra sud e sud-ovest che hanno raggiunto la massima intensità sul pre-Appennino. Questo ha prodotto tassi d’umidità che alla nostra stazione meteorologica non hanno mai superato il 40%, ragion per cui la visibilità è stata ottima, ed una temperatura minima che non è scesa al di sotto dei 16°C. L’intensità del vento catabatico si è poi fatta addirittura ancor più rilevante all’alba, anche se solo temporaneamente. La mattinata è infatti passata con venti “solo” moderati che si sono abbinati ad un cielo sereno, infatti la nuvolaglia alta e sottile ha rapidamente cessato di affluire, abbandonando le coste romagnole nel corso delle ore centrali, quando il cielo è pertanto divenuto limpido su tutti i comparti. Buona parte del pomeriggio è così passato col bel tempo ovunque, fattore che ha permesso alla temperatura massima di valicare, sebben per un brevissimo lasso di tempo, la soglia dei 24°C anche a Castelnovo Monti, ove l’umidità è addirittura scesa al di sotto del 30%. In questa fase del giorno la ventilazione è stata assai irregolare, con raffiche moderate che sono comunque state molto frequenti. Il cielo ha iniziato a “sporcarsi” solo verso sera per merito di nuovi banchi di nubi stratiformi che sono giunti da ovest, risultando comunque scarsamente incidenti, anche perché si sono inizialmente limitate a gravare solo sulla fascia appenninica. Nella notte su giovedì non ci sono state grande variazioni, con il vento che ha continuato ad essere il fattore meteorologico più dominante, manifestandosi ancora a raffiche molto sostenute, prolungando la sostanziale fase di stabilità ovunque.
-Nel corso delle prime fasi della giornata di ieri si è notato un aumento della nuvolosità di origine marittima sull’area tosco-ligure del Parco per merito di correnti sud-occidentali che hanno ammassato molta umidità in zona, mentre valicando l’Appennino esse hanno ancora avuto effetto stabilizzante, garantendo così sostanziali condizioni di cielo sereno su tutta l’Emilia Romagna. Il foehn è soffiato con decisione su tutta la fascia montana, imponendo temperature ancora al di sopra della media del periodo ed un’umidità piuttosto bassa. L’azione del vento è comunque cessata prima dell’alba, provocando quindi una fase tranquilla ed una prima parte di mattinata ben assolata. Dalle 10 circa si è però notato che anche la fascia altimetrica di crinale (specialmente quella rivolta al Tirreno) ha iniziato ad essere presa d’assalto dalle classiche nubi basse da sbarramento, che si sono mosse da ovest verso est seguendo la dorsale appenninica, arrecando un cielo irregolarmente nuvoloso pure su queste zone, laddove, ma solo su alcune cime, si sono avute riduzioni di visibilità. In seguito le nubi sono aumentate anche sul pre-Appennino (sempre a partire da ovest, e quindi dal piacentino) per l’arrivo di velature ed addensamenti, i quali sono però stati del tutto innocui, apportando al massimo della variabilità. Nel mezzodì la nuvolosità è invece divenuta decisamente dominante, pertanto il cielo si è fatto via via sempre più minaccioso su tutta l’Emilia, con rapida attivazione di qualche pioggia temporalesca sul piacentino di ponente (con annesso sensibile calo termico) e lungo la linea del Po. Alla nostra stazione meteorologica, laddove la copertura non è mai stata particolarmente compatta, abbiamo invece riscontrato la caduta di qualche debole goccia di pioggia poco dopo le 13.30, senza che si sia avuto nessun risvolto significativo dal punto di vista pluviometrico, mentre la temperatura è diminuita in modo abbastanza netto, l’umidità è salita improvvisamente ed il vento è ruotato a nord-est. Dalle 14 il sole è tornato a mostrarsi con discreta incisività, ma nel frattempo gli annuvolamenti (risultati prevalentemente cumuliformi) si sono espansi non solo sulla Romagna, ma anche alle zone tosco-liguri, in precedenza abbandonate dalle nubi basse grazie alla definitiva cessazione del libeccio. Dal reggiano est (segnatamente sulle zone di pianura) sono così andati a formarsi nuove precipitazioni temporalesche sparse (con accumuli che sono generalmente stati inferiori ai 5 mm), con le celle che si sono poi mosse verso nord-est, raggiungendo il basso Veneto. Sull’Emilia la variabilità ha invece seguitato ad essere molto marcata, per poi arrivare ad una nuova decisa prevalenza del sole da metà pomeriggio, in seguito alla momentanea e ulteriore rotazione delle correnti da sud-ovest in quota, testimoniata da nuove nubi basse lungo lo spartiacque appenninico. Verso sera questa nuvolosità è scomparsa, lasciando spazio ad addensamenti di poco conto che stavolta si sono mossi in senso inverso, e cioè dalle colline emiliane verso l’alto Appennino, in seguito al fatto che le correnti siano stavolta provenute a tutte le quote tra nord-ovest e nord-est, ammassando pertanto l’umidità sul nostro versante ed apportando improvvise situazioni nebbiose sulla media e alta quota. A questa evoluzione si è abbinata un’ulteriore risalita dell’igrometro ed ad un’aria frizzante, come indica il fatto che in talune località i valori minimi sono stati ritoccati verso il basso proprio in queste fasi o in tarda serata, quando sulla capitale della montagna reggiana ci siamo avvicinati ai 12,5°C, anche grazie al fatto che il cielo sia risultato al massimo offuscato dalla grande quantità di vapore in sospensione.
-Questo vapore ha generato la formazione di una grande quantità di condensa al suolo nel corso della nottata, con accumuli che in qualche caso sono stati pari a 0,2mm di pioggia. Ciò è stato possibile grazie all’assenza di ventilazione che ha propiziato l’affermazione di un’atmosfera abbastanza torbida, tant’è che in qualche porzione di territorio si sono anche formate delle foschie. A questo si è aggiunto l’arrivo di una nuvolaglia medio-alta e stratificata che si è mossa da sud-ovest verso est, non riuscendo mai a dare minaccia di pioggia, pur risultando molto estesa e compatta. Questo ha fatto sì che il soleggiamento della prima parte di mattinata sia stato scarso, pertanto la colonnina di mercurio, che all’alba era scesa su valori assai freschi, è salita solo con molta gradualità, specie su alcune cime del crinale, avvolte da nubi basse. Dalle 9 le velature si sono fatte un po’ più tenui, ma con il passare delle ore si sono andati a generare piccoli cumuli ed altocumuli sui rilievi, sintomo di una lieve instabilità.
-Nelle prossime ore questi annuvolamenti lieviteranno ulteriormente, dando luogo a qualche rovescio o temporale sparso, il quale si mostrerà più attivo in montagna. La distribuzione a macchia di leopardo rende comunque pressoché impossibile poter definire le località che saranno investite dai fenomeni. Dal momento che la debole instabilità seguiterà ad indugiare sulla nostra penisola ci attendiamo qualche altra precipitazione sparsa anche per domani, mentre domenica avremo una decisa prevalenza di sole. Il centro dell’alta pressione si manterrà comunque defilato verso ponente rispetto all’Italia, pertanto tra lunedì e martedì assisteremo ad un’incursione da parte di una goccia d’aria fredda proveniente da nord, la quale determinerà intensi temporali sul medio-alto Adriatico, coinvolgendo in parte anche l’Emilia Romagna.
Redazione di Meteo Né Monti