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  Tg Nè Monti
Lunedì, 17 Maggio, 2010 - 11:19 CEST

Nel corso della notte su sabato abbiamo avuto condizioni di cielo uniformemente coperto su tutto il nostro territorio di riferimento (quindi tra alta Toscana, Liguria di levante ed Emilia Romagna) per merito di una perturbazione in risalita dalle regioni centrali, la quale ha provocato fin da subito pesanti precipitazioni sui comparti adriatici. Qui non sono mancati intensi rovesci, mentre altrove il tempo si è inizialmente mantenuto asciutto. L’inarrestabile movimento della fenomenologia verso ponente ha però fatto in modo che la nostra zona di osservazione (cioè quella di Castelnovo Monti) abbia visto la caduta di una debole pioviggine verso le 5, ma ben presto essa si è trasformata in pioggia debole-moderata continua. Le condizioni meteorologiche si sono così fatte più tipicamente autunnali che tardo primaverili, infatti nubi basse e foschie hanno cinto i rilievi limitando la visibilità e facendo in modo che i tassi d’umidità siano lievitati in modo sensibile; a ciò vanno anche aggiunte temperature abbastanza contenute e venti a regime di brezza. Talvolta le piogge hanno assunto carattere di rovescio, anche se di breve durata, mentre in Romagna esse hanno seguitato ad essere molto rilevanti, con accumuli talvolta superiori ai 20mm già attorno alle 8. Procedendo verso il piacentino i depositi pluviometrici sono invece stati assai più scarsi, così come sulle zone tosco-liguri, specie quelle costiere. Un’alternanza tra pioviggini, piogge e rovesci ha caratterizzato il resto della mattinata ed il pomeriggio su tutto l’Appennino reggiano, con accumuli che sono stati maggiori salendo in quota grazie al modesto effetto stau assunto da una debole ventilazione da nord/nord-ovest, la quale ha contribuito a mantenere l’escursione termica assai ridotta, infatti ad una minima di 8°C è seguita una massima solo di poco superiore ai 10°C. Ancora una volta sulle zone di ponente della regione le piogge sono state meno insistenti, tant’è che dal parmense e dalla bassa reggiana verso ovest le fasi asciutte sono state addirittura prevalenti, così come sulle zone tosco-liguri, specialmente nelle ore pomeridiane, quando si sono manifestate precipitazioni da sfondamento solo sull’alto crinale. I fenomeni che hanno continuato a colpire la Romagna sono invece divenuti preoccupanti, infatti alle 14 in molte località del forlivese e del riminese si sono superati i 50mm! I campi sono stati resi dei veri e propri acquitrini ed i torrenti si sono ingrossati spaventosamente, rischiando di tracimare in più punti. Dalla nostra postazione di rilevamento abbiamo notato un graduale e lieve assotigliamento dello spessore della copertura a partire dalle 18, situazione che è stata accompagnato da un miglioramento della visibilità, divenuta ottima, e dalla marcata attenuazione dei fenomeni, oltreché da un cielo più chiaro verso ovest ed al di dietro del crinale. Nonostante ciò la pioggia non ha smesso di cadere, pur facendolo in modo debole, almeno su Castelnovo Monti, mentre in altre zone della provincia la copertura è spesso stata sterile, come nel caso di alcuni tratti del crinale, che, come detto, è stato liberato dalla nuvolosità bassa, permettendoci di visionare la catena del Cusna notevolmente imbiancata fino ai limiti dei Prati di Sara! Per avere il termine definitivo degli eventi sulla capitale della montagna reggiana è stato necessario attendere la tarda serata, quando una decisa attenuazione dell’intensità delle piogge si è finalmente mostrata anche in Romagna e sulle Marche, laddove la situazione è comunque rimasta allarmante.

-Nel corso della notte e delle prime fasi del mattino della giornata di domenica siamo ancora stati interessati da una copertura nuvolosa molto diffusa, la quale è comunque stata poco spessa, almeno sull’Emilia e tra alta Toscana e Liguria di levante, mentre in Romagna è ancora stata in grado di apportare qualche residua e debole pioggia, segnatamente verso il confine con le Marche. Nel corso della mattinata si è poi manifestato un graduale miglioramento in seguito al lento dissipamento della nuvolosità, la quale ha così lasciato trasparire tra di essa il sole sempre più a lungo, specie spostandosi verso ponente e sul versante tirrenico dell’Appennino. Intanto le temperature minime hanno però fatto toccare valori da brivido per la stagione (ma comunque nulla di eccezionale), specie sul crinale, laddove ci siamo portati su valori prossimi agli 0°C. L’abbondante soleggiamento e la stagione ormai avanzata ha però permesso un veloce recupero da parte della colonnina di mercurio, infatti il clima è diventato piuttosto gradevole, specialmente tra le ore centrali ed il pomeriggio, se si eccettua che per qualche disturbo arrecato da una debole ma frizzante ventilazione da nord/nord-ovest. A Castelnovo Monti, ad esempio, abbiamo superato i 18,5°C dopo che all’alba avevamo toccato i 7°C. Il tutto è avvenuto all’insegna di un’ottima visibilità ed ad un’umidità in netto calo rispetto alle prime fasi del dì. Il cielo ha invece continuato ad essere macchiato da diverse nubi in transito, le quali, risultando cirriformi, hanno avuto scarsa incisività, riuscendo al massimo a rendere il cielo lattiginoso. Incertezze un po’ più rilevanti si sono invece osservate sul medio e alto Appennino, laddove verso il mezzodì si è generata una certa nuvolosità cumuliforme che non è riuscita ad organizzarsi in nessun evento temporalesco (anche perché lo sviluppo in verticale è stato modesto), pur risultando con base scura. Essa è invece stata ben più decisa e sbilanciata verso i comparti tosco-liguri, laddove nel pomeriggio è riuscita ad originare qualche piovasco nell’interno spezzino, massese e lucchese, pur con accumuli attorno ai 5mm. L’Emilia si è invece dovuta “accontentare” di qualche isolato e brevissimo piovasco attorno alle 17.30 su alcune isolate località montane, testimoniato da delle piccole virghe da noi visibili all’orizzonte. Intanto la neve caduta sul Cusna nella giornata di sabato ha subito un notevole assottigliamento, pur risultando ancora ben presente fino a quote relativamente basse. In serata la nuvolosità che ha prodotto questi modesti eventi si è andata gradualmente ad attenuare, mentre l’afflusso della nuvolosità stratiforme in movimento da nord-est verso sud-ovest è proseguito incessantemente, mostrandosi ed intensificandosi leggermente anche nella notte su lunedì.

-Nonostante la pressione atmosferica sia risultata in deciso aumento, le condizioni meteorologiche della prima parte della giornata odierna sono nuovamente state disturbate dall’afflusso da nord-est da parte di una nuvolosità medio-alta e stratificata che comunque è risultata del tutto innocua, non generando mai minaccia di pioggia. Nel corso della notte è infatti stato possibile ammirare ampie porzioni di cielo stellato, mentre stamattina il soleggiamento, seppur reso più flebile dalle nubi, è comunque abbondante, anche grazie all’ottima visibilità, la quale permette alla temperatura di salire abbastanza celermente dopo le punte piuttosto basse delle prime ore. Qualche incertezza in più si manifesta sull’Appennino, specie quello romagnolo, a causa di un lieve effetto stau che ha genera della variabilità, ma sempre con tempo asciutto.

-Ecco la situazione sul nord Italia vista dallo spazio.

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-Anche oggi i principali modelli di previsione indicano che l’Anticiclone delle Azzorre sembra intenzionato a fare la voce grossa tra la Penisola Iberica e l’esagono francese, lasciando l’Italia ai margini, permettendo così a dell’aria fresca ed instabile in arrivo da est/nord-est di raggiungerci. Essa sarà più attiva al centro-sud, laddove non mancheranno temporali lungo la dorsale appenninica, specialmente nelle ore pomeridiane, ma qualche conseguenza si potrà manifestare anche sull’Appennino settentrionale, come nel caso della giornata di mercoledì. Nel complesso le temperature tenderanno ad aumentare, rimanendo su valori freschi solo durante le ore notturne.

Redazione di Meteo Né Monti

 
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