-Nel corso della notte su giovedì si è assistito ad un generale aumento della nuvolosità su tutto il territorio, specialmente a partire dalle zone tosco-liguri e dalla Romagna, aree interessate da estesi banchi di nubi stratocumuliformi che sono stati posti alle medie-basse quote dell’atmosfera. Su ampie zone dell’Emilia hanno invece ancora insistito prevalenti condizioni di cielo poco nuvoloso, ragion per cui la temperatura minima ha subito un lieve calo, portandosi verso i 10°C anche nella zona di Castelnovo Monti. Il tutto è potuto accadere grazie all’attenuazione della residua ventilazione di libeccio, la quale si è trasformata in brezza, consentendo ai tassi d’umidità di aumentare. Prima dell’alba la nuvolosità si è però propagata anche all’Emilia, segnatamente alla fascia appenninica, laddove sono giunte delle deboli piogge che in precedenza avevano interessato pure il versante tirrenico, ove si sono avuti accumuli superiori ai 5mm; intanto guardando verso le pianure centro-orientali abbiamo potuto notare un cielo decisamente più pulito e rassicurante. Sulla nostra stazione di rilevamento le prime gocce sono giunte alle 6.30, seguite da un modesto rinforzo dell’intensità precipitativa attorno alle 6.40, quando si è comunque solamente inumidito l’asfalto. Le seguenti prime fasi della mattinata sono trascorse con la continua caduta di gocce ad intermittenza, le quali sono scese da un cielo coperto avente base piatta che comunque è stato in grado di avvolgere le cime più alte. Attorno alle 9 la copertura ha iniziato a sfrangiarsi con gradualità a partire da sud (anche perché nel frattempo il nucleo principale è sfilato verso nord-est), ma i tratti soleggiati sono comunque stati assai restii a mostrarsi, facendolo solo a partire da metà mattinata, quando il cielo si è comunque mantenuto nel complesso molto nuvoloso, anche perché nel frattempo hanno iniziato a generarsi alcuni cumuli sparsi. Il miglioramento si è invece fatto assai più netto sulla pianura romagnola, laddove sono transitate solo alcune innocue nubi di passaggio. La variabilità che ha caratterizzato le fasi centrali del giorno è stata notevole, anche se nel complesso si è notato un ulteriore ingrandimento da parte delle nubi cumuliformi, specialmente procedendo verso le colline e le pianure, mentre in montagna non si è mai avuta minaccia di pioggia, anche perché si è attivata una debole ma efficace ventilazione di libeccio. Ben presto le prime precipitazioni si sono presentate sulla Romagna, specialmente sul ferrarese, mentre sui restanti territorio di pianura le celle sono rimaste ancora limitate con fenomeni isolati e sporadici. Nelle medie ore pomeridiane le nubi basse da sbarramento, comparse in concomitanza con l’arrivo dei primi refoli di libeccio e che hanno sempre continuato ad avvolgere lo spartiacque appenninico, sono riuscite a proiettarsi anche verso il pre-Appennino, mentre sulle zone collinari abbiamo notato vasti tratti con cielo sereno o poco nuvoloso (sempre a causa del foehn, divenuto moderato proprio in queste fasi), per poi ritrovare nuovamente i cumuli verso la via Emilia. Qui l’instabilità si è mostrata in modo anche abbastanza serio, con piogge a carattere di rovescio o temporale, distribuite però a macchia di leopardo, ma talvolta aventi un’intensità monsonica (capaci di originare accumuli superiori ai 20mm in breve tempo) ed abbinate a drastici cali della visibilità e della temperatura. La nostra stazione meteorologica (che nel frattempo ha fatto toccare un valore massimo di circa 17°C) ha invece ricevuto una nuova caduta di gocce tra le 16.30 e le 17.10, stavolta per merito di un sistema nuvoloso più compatto che è risalito dalle zone tosco-liguri, scaricandosi in modo più netto lungo la dorsale appenninica, laddove la visibilità è stata leggermente annebbiata. Si è comunque trattato di un evento temporaneo, infatti il tutto è traslato verso levante dissolvendosi, anticipando un ingresso ancor più deciso da parte del foehn, il quale si è propagato con una certa intensità a tutto il versante adriatico, raggiungendo così anche la Padana verso sera e facendo concludere gli ultimi episodi piovosi. Poco dopo il tramonto si è infatti osservato un cielo dal poco all’irregolarmente nuvoloso un po’ ovunque, con nubi di un certo rilievo solo sul crinale e sul versante tirrenico di esso, laddove i piovaschi irregolari del pomeriggio sono andati gradualmente a cessare. Nella prima parte della notte su venerdì il tempo è stato asciutto ovunque (tranne che per qualche esigua pioggia sulle Apuane), anche perché la nuvolosità del crinale è scomparsa, regredendo verso sud e limitandosi solo all’area tosco-ligure.
-La prima parte della giornata odierna è stata nettamente dominata da un’incessante ventilazione di libeccio che ha spazzato tutta l’area montana, laddove le raffiche sono soventemente state superiori ai 50km/h. Il vento di caduta ha naturalmente asciugato l’aria, determinando così condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso su tutta l’Emilia Romagna, mentre, al contrario, l’umidità che si è ammassata alle zone tosco-liguri, specialmente sulle località apuane, ha prodotto una certa nuvolosità, la quale ha provocato qualche debole pioggia sparsa. In qualche caso, ma piuttosto raro, parte di queste nubi è riuscita a sfondare sui rilievi piacentini, senza comunque dare luogo a nessun tipo di fenomeno. Nonostante il foehn la temperatura minima da noi registrata è stata di 11°C circa, con sensazione di fresco acuita dal vento. Poco prima dell’alba un corpo nuvoloso abbastanza esteso in risalita dalla Toscana, è sorprendentemente riuscito a guadagnare spazio tra l’Emilia orientale e la Romagna, interessando queste porzioni di territorio sotto la spinta del forte libeccio, muovendosi così rapidamente verso nord-est dissolvendosi. Questa evoluzione è quindi stata seguita dal rapido ripristino del bel tempo, almeno sulle colline e la Pianura Padana, mentre sui crinali la classica nuvolosità da sbarramento ha ripreso ad avanzare, dando luogo a limitazioni della visibilità sulle cime e producendo qualche pioggia lungo la linea di confine. Verso le 9 il vento si è leggermente attenuato su tutto il pre-Appennino, permettendo a questa banda nuvolosa di guadagnare ulteriormente spazio verso settentrione, andando così a generare un cielo molto nuvoloso anche sulla capitale della montagna reggiana a partire dalle 9.30. Tutto ciò ha anticipato la caduta di alcune gocce fin sulla nostra stazione meteorologica, avvenuta attorno alle 10, quando il vento è però tornato ad essere maggiormente presente; tuttavia in queste battute si è notato l’arrivo di diversi corpi nuvolosi anche sulle zone collinari e pedecollinari, laddove in qualche caso il cielo è stato abbastanza scuro.
-Quello che vi abbiamo appena descritto è confermato anche dall’immagine della webcam di Arceto (consultabile alla pagina http://webcam.radionova.it/, così come quelle del Cerreto, della Pietra di Bismantova e di San Giovanni di Querciola, a cui va aggiunta la splendida panoramica a 360°C dalla località di Carnola) e dall’animazione satellitare.
-Nelle prossime ore, così come accaduto ieri, l’instabilità cercherà di riprendere campo un po’ ovunque, ma i suoi tentativi saranno spesso stroncati da quest’insistente ventilazione di libeccio, specialmente in montagna (laddove non mancheranno comunque piovaschi sparsi). Sarà però quella di domani la giornata più brutta, quando il transito dell’asse della saccatura che insiste da più giorni sull’Europa sud-occidentale produrrà piogge, rovesci e temporali su gran parte dello stivale, con annesso calo termico e ritorno della neve fin sulle cime appenniniche. Domenica si affacceranno invece i primi timidi segnali di un miglioramento che raggiungerà il suo culmine nella prima metà della settimana prossima per merito dell’Anticiclone delle Azzorre. Il suo fianco orientale pare però molto debole, pertanto non escludiamo infiltrazioni di aria fresca proprio all’altezza della nostra penisola, con conseguente attività temporalesca sui rilievi nelle ore pomeridiane (da confermare).
Redazione di Meteo Né Monti