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  Tg Nè Monti
Lunedì, 01 Febbraio, 2010 - 12:00 CET

-Nel corso della notte su sabato abbiamo riscontrato la presenza di una nuvolosità diffusa su tutto il territorio, la quale è risultata produttiva solo sull’alto Appennino emiliano, laddove la meteora è naturalmente caduta sottoforma di neve, e su tutto il versante tosco-ligure, con accumuli che comunque non hanno superato i 10mm. Spostandosi verso la capitale della montagna reggiana, così come su tutte le altre località poste alla stessa quota, sulle colline ed in pianura, le nubi sono risultate via via sempre meno coese (riuscendo a dare luogo solamente alla caduta di qualche sparuto fiocchettino microscopico), tant’è che tra di esse è comparsa in più fasi la luna; queste schiarite hanno inoltre favorito un ulteriore calo termico, provocando la comparsa di inversioni termiche. Presso la nostra stazione meteorologica la colonnina di mercurio è addirittura scesa a -5°C (contro i -2,5°C del Cerreto), valore a cui si sono uniti tassi d’umidità superiori all’80% che hanno contribuito ad arrecare nocumento. Con questi valori igrometrici non è inoltre potuta mancare della nuvolosità bassa, la quale ha inizialmente gravato in modo massiccio lungo lo spartiacque appenninico, con limitazioni del campo visivo notevoli. Essa si è però portata a quote ancor inferiori all’alba, inglobando così parte del medio Appennino emiliano e della fascia collinare, ove la mattinata è trascorsa con un cielo coperto in modo uniforme e con una visibilità appena discreta. Ben diversa la situazione manifestatasi altrove, con il sole che si è alternato con una nuvolaglia medio-alta e stratificata poco coesa e con nugoli nebbiosi irregolari. Questa spiccata variabilità ha naturalmente fatto in modo che la temperatura sia potuta salire in modo maggiore rispetto ai comparti interessati dalle nubi più fitte, ove la colonnina di mercurio è rimasta inchiodata al di sotto dello zero. Nelle ore centrali e nel pomeriggio questa situazione non ha avuto sviluppi, anche se dalla nostra postazione (ove la massima è brevemente salita sopra lo zero di qualche decimo di grado) abbiamo visto che la copertura che ci ha interessato si è leggermente alzata rendendo un cielo meno cupo, dando addirittura la sensazione che il sole potesse spuntare da un momento all’altro, nonostante nel complesso alle quote maggiori si sia manifestato un generale aumento del tappeto di nubi, le quali non si sono mai fatte compatte ed uniformi, se non poco dopo il tramonto. In serata si è manifestato un graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche con l’apertura di schiarite gradualmente sempre più ampie, tant’è che alle 23 abbiamo notato un cielo limpido e pulito su tutto l’Appennino reggiano e non solo.

-Nel corso della notte su domenica le condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso, assieme alla presenza di un manto nevoso abbastanza esteso e all’assenza di vento, ha favorito il raggiungimento di temperature abbondantemente al di sotto dello zero ovunque, con conseguenti forti gelate. Ben presto si è manifestato un aumento della nuvolosità, la quale è risultata prevalentemente medio-alta e stratiforme ed è stata alquanto irregolare, pertanto la minaccia di fenomeni è rimasta assente, almeno sulla nostra zona, mentre le aree più a levante (pianura modenese in primis) sono state interessate da veri e propri rovesci di neve già dalle 2 circa. La situazione è però ulteriormente e rapidamente cambiata ben prima dell’alba, infatti dai quadranti settentrionali è giunto un ammasso nuvoloso, supportato da una gagliarda e fredda ventilazione da nord, che ha iniziato a dare luogo a nevicate diffuse su quasi tutta l’Emilia Romagna. La città di Reggio Emilia ha visto la caduta dei primi fiocchi a partire dalle 5 circa, quando dalla nostra postazione di rilevamento di Castelnovo Monti abbiamo potuto perfettamente notare l’ulteriore avvicinamento del fronte alla nostra zona grazie all’ottima visibilità e alla luminosità prodotta dalla luna che era ancora presente in cielo. Sulla capitale della montagna reggiana la nevicata è iniziata alle 6.45 (in contemporanea con l’arrivo di ulteriori raffiche di vento che hanno reso temporaneamente la fenomenologia a carattere buferico) ed è proseguita con forte intensità per tutta la mattinata, così come su buona parte del territorio emiliano-romagnolo, laddove si sono avuti accumuli localmente abbondanti, con conseguenti disagi al traffico, anche per la persistenza di temperature negative che ne hanno facilitato l’attecchimento. Una modesta attenuazione si è manifestata solo attorno alle 10.30, ma ha avuto breve durata, infatti la fenomenologia è ripresa con un buon ritmo già prima delle 11 ed è stata composta da fiocchi medio-piccoli (mentre in altre zone le falde sono risultate abbastanza larghe) e gelati, ancora una volta abbinati a venti settentrionali. Sul piacentino e sulle zone tosco-liguri il tempo è invece stato asciutto in quanto il fronte li ha risparmiati, saltandoli in maniera pressoché completa; in queste porzioni di territorio la nuvolosità è addirittura stata ininfluente, tant’è che le fasi di cielo sereno o poco nuvoloso sono state nettamente dominanti, specialmente con il passare delle ore. Qualche frangente con cielo più chiaro si è presentata anche altrove, ma comunque sempre con fenomeni intensi e continui fin sulle coste adriatiche, i quali hanno contribuito a rendere la visibilità discreta. A Castelnovo Monti, attorno alle 12.30, il tappeto nuvoloso ha presentato qualche strappo più deciso, tant’è che si è potuta avvistare qualche breve occhiata di sole, ma sempre con la caduta di qualche fiocchettino di neve. Le precipitazioni si sono comunque prontamente intensificate dalle 13.05 circa, anche se l’accumulo al suolo non è lievitato più di tanto, dal momento che i fiocchi sono stati piccoli. In questi attimi la temperatura ha inoltre raggiunto la sua punta massima, rimasta comunque leggermente sotto lo zero, favorendo la pulizia del manto stradale, inoltre si è osservato il fatto che nell’ambito regionale la fenomenologia si sia fatta molto più irregolare ed isolata. Intanto il piacentino ed i rilievi tosco-liguri sono stati raggiunti da della variabilità, la quale non ha però mai generato minaccia di neve. Verso le 16 abbiamo notato l’apertura di schiarite molto ampie a partire da nord, le quali spostandosi rapidamente verso la nostra zona hanno decretato la definitiva cessazione della nevicata, la quale ha lasciato al suolo un manto fresco di 18cm di vera e propria polvere, corrispondenti a 3,6mm di pioggia, a Castelnovo Monti, ma la zona più bersagliata del maltempo è stata quella compresa tra Modena e Bologna, ove in qualche caso lo spessore della coltre ha raggiunto i 30cm anche in pianura. A questo punto abbiamo anche goduto di un forte soleggiamento, dal momento che la visibilità è tornata ottima, ad eccezione del crinale, laddove hanno insistito nubi basse da stau, le quali si sono dissipate poco dopo il tramonto, decretando una serata dal cielo limpido e stellato, ma con freddo siberiano a tutte le quote, come indicano ad esempio i “nostri” -7,8°C, rappresentanti la minima giornaliera. Questo netto miglioramento si è infine espanso anche alla Romagna e all’alta Toscana (laddove fino ad allora non è mancata variabilità mischiata a della cirraglia per i residui della perturbazione) nella notte su lunedì.

-Con l’aiuto delle webcam vediamo come appariva la situazione ieri mattina a Bobbio (in provincia di Piacenza) e nel Carrarese, due delle aree risparmiate dal maltempo, ma anche la neve che alle 12 cadeva ancora al Passo del Cerreto (l’immagine è prelevata da http://webcam.radionova.it/), come del resto s’intuisce anche dalle immagini da satellite.

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-L’aria fredda siberiana giunta nella giornata domenicale ha fatto sì che le temperature minime rilevate quest’oggi siano state veramente notevoli, infatti si passa dai -8,8°C della nostra stazione meteorologica di Bora del Musso ai -11°c di Piacenza, per poi passare ai -12,3°C del Passo del Cerreto, ai -6,7°C di Carnola, ai -15,6°C di Ponte Cavola, ai -14,8°C di Correggio, ai -10,9°C di Ospitaletto, ai -10,5°C ai Mirandola, ai -8°C di Mirabello (FE), ai -13,2°C del Lago Pratignano, ai -10,9°C di Piandelagotti, ai -11,1°C di Civago, ai -9,8°C di Ligonchio, ai -15,6°C di Febbio, ai -12,3°C del Lago Ballano ed ai -15,2°C di Lagdei. Il tutto è naturalmente stato possibile anche grazie alla persistenza di un cielo sereno ed alla neve che ricopre al suolo, connubio che ha prodotto un effetto albedo di tutto rispetto. A ciò si è abbinata una debole ventilazione settentrionale, un’ottima visibilità ed un’umidità in lento ma costante calo, tant’è che a metà mattinata il nostro igrometro indicava un’umidità del 30%. La colonnina di mercurio è invece inesorabilmente salita sotto gli effetti del forte soleggiamento, disturbato solamente dal transito di alcuni cirri che sono del tutto ininfluenti e che sono mostrati anche dalla più recente animazione satellitare, tramite la quale si può notare anche com’è distribuita la coltre nevosa sul territorio, ma non solo. Guardando le immagini si notano le città poste lungo la via Emilia ed anche il corso del Po e dei fiumi minori in discesa dall’Appennino.

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-Dando uno sguardo ai giorni a venire balza subito all’occhio il ribaltone (l’ennesimo…) dei modelli di previsione, i quali fino a pochi giorni fa indicavano la prosecuzione del freddo, con nuove incursioni di masse di aria gelida dal nord Europa che avrebbero generato altre occasioni per assistere a nevicate fino a quote basse. L’alta pressione si è invece messa in una posizione che non farà altro che influenzare la nostra penisola sottoforma di un aumento delle temperature, seguito dall’incursione di aria umida atlantica che potrebbe generare qualche fenomeno giovedì e venerdì, ma con quota neve decisamente in rialzo. E per il fine settimana spunta addirittura l’ipotesi del temporaneo ingresso si un cuneo anticiclonico di matrice sub-tropicale (ma le possibilità che si verifichi tale evoluzione sono ancora basse).

Redazione di Meteo Né Monti

 
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